La Fondazione Erede di Maria Valtorta

il 10 febbraio 2020, con atto pubblico la “Fondazione Maria Valtorta Cev”, voluta dal Centro Editoriale Valtortiano e presieduta da Emilio Pisani, cambia la propria denominazione in Fondazione Erede di Maria Valtorta.

LA FONDAZIONE EREDE DI MARIA VALTORTA

Costituita nel 2010, la Fondazione, riconosciuta come persona giuridica con la qualifica di “onlus” (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), ha lo scopo primario di conservare, custodire, tutelare, curare, divulgare e valorizzare, a beneficio di tutti e senza scopo di lucro, il patrimonio culturale costituito dall’eredità materiale e morale di Maria Valtorta.

PERCHÉ UNA FONDAZIONE

Eredi testamentari di Maria Valtorta furono l’Ordine dei Servi di Maria e Marta Diciotti.
L’Ordine dei Servi di Maria, fondato nel Duecento a Firenze e attivo nel mondo, ereditò la nuda proprietà della casa Valtorta in Viareggio. Marta Diciotti, assistente a vita dell’inferma Maria Valtorta e sua confidente, ereditò i manoscritti con annessi diritti e quanto altro era appartenuto alla stessa scrittrice mistica. Inoltre ebbe riservato il diritto dell’usufrutto a vita della casa. Nel 1998, essendo ancora in vita Marta Diciotti, che da circa un anno si era ritirata in un pensionato per anziani, l’Ordine dei Servi di Maria vendette la casa in Viareggio al Centro Editoriale Valtortiano, che in seguito, a proprie spese e con il contributo volontario di lettori valtortiani, la risanò dall’umidità salmastra fin dalle fondamenta e la restaurò, riaprendola ai visitatori come casa-museo.

Fin dal 1986 Marta Diciotti aveva fatto testamento a favore del Centro Editoriale Valtortiano, che alla morte di lei, nel 2001, entrava in possesso dei manoscritti e di quant’altro completava l’asse ereditario di Maria Valtorta. Il Centro Editoriale Valtortiano (CEV) era stato costituito per essere l’editore degli scritti di Maria Valtorta. Ricevendo l’intera eredità della Valtorta, in parte per testamento e in parte per averla acquistata, il CEV quasi si identificava con la persona di lei, unendo ai diritti e ai doveri di un editore i diritti e i doveri propri di un autore.

Nel 2010 lo stesso CEV e i coniugi Emilio Pisani e Claudia Vecchiarelli, curatori storici delle opere valtortiane e titolari del CEV, hanno costituito la “FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV onlus” per ristabilire la distinzione tra le due figure dell’autore e dell’editore e dei loro rispettivi ruoli.

Di conseguenza, il CEV è tornato ad essere esclusivamente l’editore privilegiato delle opere di Maria Valtorta, da diffondere tramite la loro commercializzazione.

Il 10 febbraio 2020, con atto pubblico la “Fondazione Maria Valtorta Cev”, voluta dal Centro Editoriale Valtortiano e presieduta da Emilio Pisani, cambia la propria denominazione in Fondazione Erede di Maria Valtorta.

La FONDAZIONE EREDE detiene l’eredità di Maria Valtorta per aver ricevuto in dotazione la proprietà dei suoi manoscritti originali con i diritti d’autore, la proprietà della casa Valtorta in Viareggio, restaurata e aperta ai visitatori come casa-museo, e la proprietà di ogni genere di documentazione sulla persona e sugli scritti di Maria Valtorta che sia stata rinvenuta nella casa.

La FONDAZIONE EREDE è presieduta da Emilio Pisani, editore e curatore storico delle pubblicazioni delle opere valtortiane, figlio di Michele Pisani, il tipografo-editore al quale Maria Valtorta affidò nel 1952 la pubblicazione della sua opera.

La FONDAZIONE EREDE persegue gli scopi di custodire e proporre ogni memoria di Maria Valtorta e di tutelare, valorizzare e divulgare gli scritti di Lei.

La FONDAZIONE EREDE, in conformità con gli scopi statutari, ha conferito il mandato postulatorio all’Avvocato Rotale Carlo Fusco, Postulatore delle Cause dei Santi, perché si raccolgano le testimonianze sulla vita di Maria Valtorta e, in specie, le prove sull’esercizio eroico da Lei praticato delle Virtù cristiane. Un Sacerdote del Vicariato di Roma, coadiuvato dal Postulatore, raccoglie le suddette testimonianze e prove con il “placet” dell’Arcidiocesi di Lucca, nel cui territorio Maria Valtorta morì il 12 ottobre 1961.

La FONDAZIONE EREDE diffida chiunque chieda offerte nel nome di Maria Valtorta per una presunta introduzione della Causa di Beatificazione, che inizierà quando la competente Autorità Ecclesiastica lo riterrà opportuno.

La FONDAZIONE EREDE non ha scopo di lucro ed è l’unica a farsi carico degli oneri pecuniari da sostenere per le operazioni di raccolta delle testimonianze, che comportano prestazioni professionali con trasferte in Italia e all’Estero.

Si può aiutare la Fondazione con libere offerte, deducibili dal reddito, DIRETTAMENTE DA QUESTA PAGINA

14 gennaio 1985

Emilio Pisani, curatore dell’opera di Maria Valtorta pubblicata dalla Tipografia Editrice M. Pisani, costituisce con la consorte Claudia Vecchiarelli la società Centro Editoriale Valtortiano snc, che il 20 maggio 1986 viene trasformata in srl, siglabile “CEV srl”, con uno Statuto che in un comma dell’art. 4 recita: La società potrà anche occuparsi della costituzione di una Fondazione o Ente che raccolga l’eredità morale e materiale di Maria Valtorta.

26 febbraio 1998

L’Ordine dei Servi di Maria cede con atto di compravendita la casa di Maria Valtorta in Viareggio, di cui è proprietario, alla società CEV srl, conservando il diritto dell’usufrutto a favore di Marta Diciotti, erede testamentaria di Maria Valtorta.

5 febbraio 2001

Muore Marta Diciotti e viene pubblicato, nei termini prescritti, il suo testamento olografo a favore del CEV, che diviene proprietario dei manoscritti originali di Maria Valtorta con annessi diritti e doveri, oltre a tutto quanto la casa contiene, dagli arredi ai documenti e ricordi valtortiani, continuando il CEV a pubblicare e diffondere, in qualità di Editore, le opere di Maria Valtorta.

19 luglio 2005

Emilio Pisani ha ottenuto un appuntamento con Gabriele Virili, al quale chiede consigli in merito all’idea di costituire una Fondazione a cui affidare l’eredità valtortiana. Gabriele Virili, ritenuto un esperto in materia di Fondazioni e Associazioni, è un dottore commercialista di Terni che acquista dal CEV molte copie dell’opera di Maria Valtorta per diffonderle. Nell’incontro, che avviene a Roma, Virili a sua volta confida a Pisani di voler fare anch’egli una Fondazione che abbia lo scopo di promuovere la conoscenza e la divulgazione dell’opera valtortiana. Sorge spontanea l’intesa di fare insieme la “Fondazione Maria Valtorta” con il conferimento del patrimonio valtortiano da parte del CEV e di un patrimonio liquido da parte di Gabriele Virili. Iniziano subito le trattative per la stesura di uno Statuto, trattative che presenteranno difficoltà ricorrenti, fino a provocare lunghe interruzioni nel tempo, a causa di dettagli voluti da Gabriele Virili e non condivisi da Emilio Pisani.

30 maggio 2009

Si tiene a Viareggio un Convegno di studi valtortiani promosso dall’Associazione culturale “Accademia Valtortiana” in collaborazione con il Centro Editoriale Valtortiano e con il patrocinio del Comune di Viareggio, che ospita il Convegno nella sala di rappresentanza del Palazzo comunale. (Nella pausa del Convegno il Sindaco ed Emilio Pisani scoprono la lapide che è stata posta sulla casa Valtorta per delibera del Consiglio comunale ed a spese del CEV).

L’Associazione promotrice del Convegno è stata costituita da Don Ernesto Zucchini, un sacerdote della diocesi di Massa, diventato amico di Gabriele Virili che lo sostiene finanziariamente nelle sue iniziative. Don Zucchini si presta perché sia realizzata la Fondazione che Pisani e Virili hanno progettato di fare insieme. La sua mediazione raggiungerà lo scopo di una intesa sulla stesura definitiva dello Statuto. Emilio Pisani e Gabriele Virili si troveranno d’accordo perfino sulla candidatura di Don Zucchini a Presidente della costituenda Fondazione, ma un contrasto insanabile sulla composizione del Consiglio di amministrazione convincerà Emilio Pisani a rendersi indipendente nel costituire la Fondazione a cui affidare l’eredità di Maria Valtorta, permettendo a Gabriele Virili di realizzare il suo progetto con lo Statuto che è stato faticosamente concordato.

3 novembre 2009

e-mail a Gabriele Virili e, per conoscenza, a Ernesto Zucchini:

Caro prof. Virili, Le faccio molti auguri per la Fondazione, dalla cui costituzione ci dissociamo mia moglie ed io per un motivo ovvio. Perciò non saremo co-fondatori, non saremo tra gli amministratori, non ospiteremo presso di noi la sede legale. Per un senso di giustizia e di carità, chiedo due favori: 1) che sia modificata la denominazione della Fondazione, perché l’uso del nome di Maria Valtorta sia riservato ad una Fondazione che possa raccoglierne l’Eredità; 2) che sia riformato l’articolo sullo Scopo e, come conseguenza, sia soppresso il punto b tra le Attività. L’articolo sullo Scopo ha richiesto un mio lungo lavoro, che ha raggiunto una felice sintesi nella forma attuale, di cui vorrei poter fare uso esclusivo. I due cambiamenti, che chiedo come favori, sono di facile attuazione da parte Sua e da parte di Don Zucchini. Ancora un favore. Tempo fa Le mandai, dietro Sua richiesta, la fotocopia di due documenti molto riservati. Non ho mai saputo, né ho capito, a che cosa Le potessero servire. Mi fidai di Lei e glieli mandai. Mi fido ancora e Le chiedo, semplicemente, di distruggere quelle fotocopie e di non lasciarne traccia. Grazie di tutto. Emilio Pisani

Il motivo ovvio è il seguente: Virili e Zucchini, respingendo le legittime richieste di Pisani e Vecchiarelli, hanno predisposto un Consiglio di amministrazione che mette in minoranza i consiglieri della parte che avrebbe conferito alla Fondazione il patrimonio valtortiano del CEV. Il messaggio telematico di Emilio Pisani rimane senza riscontro.

8 gennaio 2010

Gabriele Virili trasmette per e-mail a Emilio Pisani, senza alcun preavviso, l’atto costitutivo della “Fondazione Maria Valtorta onlus”, redatto nello studio di un Notaio in Viareggio il giorno 10 dicembre 2009. Come Presidente del Consiglio di amministrazione è stato designato Zucchini Ernesto. La Fondazione otterrà dalla Prefettura di Lucca il riconoscimento della personalità giuridica, ma l’Agenzia delle Entrate negherà ad essa la qualifica di onlus.

19 luglio 2010

Il CEV srl e i coniugi Emilio Pisani e Claudia Vecchiarelli, dopo aver redatto uno Statuto adeguato allo spirito di servizio valtortiano, costituiscono con atto pubblico la Fondazione-erede, che chiamano “Fondazione Maria Valtorta CEV” essendo stati privati della facoltà, se non del diritto, di chiamarla “Fondazione Maria Valtorta”. Con un nuovo atto pubblico del 28 ottobre 2010 lo Statuto subisce un adeguamento, a seguito del quale l’Agenzia delle Entrate iscrive la Fondazione all’Anagrafe delle Onlus. Il 29 giugno 2011 la Prefettura di Frosinone iscrive la Fondazione, divenuta onlus, nel registro delle persone giuridiche, dopo che Emilio Pisani ha dovuto illustrare in una relazione scritta la sostanziale differenza dei suoi scopi da quelli della Fondazione omonima, che ha avuto il riconoscimento dalla Prefettura di Lucca senza avere ottenuto la qualifica di onlus.

Anno 2011

Gabriele Virili, che in virtù di una clausola di garanzia inserita nello Statuto esercita per tre anni un certo potere sulla Fondazione da lui costituita, propone a Emilio Pisani, che subito aderisce, di fondere le due Fondazioni in una sola. Non si raggiunge lo scopo perché Virili vuole la fusione “propria” e Pisani vuole la fusione “per incorporazione”. Scadono i tre anni della clausola di garanzia e ogni potere rimane nelle mani del presidente Zucchini, al quale Emilio Pisani proporrà invano di modificare la denominazione della sua Fondazione (chiamandola, per esempio, “Fondazione Accademia Valtortiana”) allo scopo di permettere il reciproco riconoscimento e di vanificare lo sconcerto dei lettori valtortiani dinanzi alle due Fondazioni che si contendono il nome di Maria Valtorta.

GLI SCOPI DELLA FONDAZIONE

L’art. 2 del suo Statuto recita:

La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di tutela e di valorizzazione di cose d’interesse culturale e storico per utilità sociale.
In particolare la Fondazione – che nell’atto costitutivo riceve in dotazione la proprietà della casa-museo Valtorta in Viareggio e la proprietà dei manoscritti originali delle opere edite di Maria Valtorta con i relativi diritti d’autore – persegue il duplice scopo di: 1) custodire e proporre ogni memoria della persona di Maria Valtorta come un bene d’interesse pubblico; 2) tutelare e valorizzare la divulgazione degli scritti di Maria Valtorta a beneficio dell’umanità.

La Fondazione, dunque, ha ricevuto in dotazione dal Centro Editoriale Valtortiano srl (CEV) la parte più consistente dell’eredità di Maria Valtorta. Ne consegue che i suoi scopi sono diretti a salvaguardare quella eredità e a gestirla per il bene comune.
Inoltre la Fondazione è abilitata a ricevere anche altre parti della suddetta eredità, come stabilisce l’art. 3 dello Statuto al punto a):

…la Fondazione potrà acquisire, ad incremento del proprio patrimonio, la proprietà o il possesso a qualsiasi titolo di altri beni valtortiani, come: manoscritti ancora inediti di Maria Valtorta compreso l’Epistolario, libri, documenti, oggetti e quanto altro sia appartenuto ai Valtorta o costituisca testimonianza e memoria della persona di Maria Valtorta, dei suoi familiari o di parenti o di conoscenti, nonché delle vicende relative alla stesura, alla pubblicazione e alla diffusione dei suoi scritti.

Lo stesso art. 3 dello Statuto elenca una serie di attività della Fondazione, che “devono rendere operativi ed efficaci gli scopi” fissati nell’art. 2. Le attività si concretizzano nei “progetti” che la Fondazione mette in programma di volta in volta, seguendo il criterio delle priorità.

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