Gli Scritti2019-03-27T12:28:58+00:00

Gli Scritti

GLI SCRITTI DI MARIA VALTORTA

I quaderni autografi sono la parte più preziosa del patrimonio valtortiano. Mostrano in che modo e con quali mezzi Maria Valtorta scriveva e documentano l’autenticità dei suoi scritti da poter confrontare con la fedeltà della loro pubblicazione.

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Maria Valtorta in qualità di autrice e Michele Pisani in qualità di editore sottoscrissero a Viareggio il contratto di edizione per l’Opera maggiore in data 6 ottobre 1952. In esso si legge che “la Sig.na Maria Valtorta rimette alla Casa Pisani l’autografo del libro ceduto”. In effetti, però, i quaderni autografi rimanevano a Viareggio, gelosamente custoditi in un armadio nella camera dell’inferma scrittrice, mentre all’editore Pisani veniva consegnata una delle copie dattiloscritte dell’Opera, eseguite dal servita P. Romualdo M. Migliorini, che era stato il direttore spirituale di Maria Valtorta. La copia dattiloscritta, raccolta in fascicoli, servì da originale per comporre tipograficamente il testo della prima edizione dell’Opera, che uscì suddivisa in quattro grossi e malformati volumi.
Per la preparazione di una nuova edizione fu consentito a Emilio Pisani, figlio di Michele, di prelevare da Viareggio, poco per volta, i quaderni autografi allo scopo di collazionare la scrittura originaria di Maria Valtorta (parola per parola) con il testo della prima edizione dell’Opera, sulle cui pagine stampate, e sfascicolate per comodità di lavoro, egli segnava le correzioni. Gli errori e le difformità da correggere erano dovuti in parte alla trascrizione dattilografata e in parte alla successiva trascrizione tipografica.
La nuova edizione, composta in tipografia su quelle pagine corrette, fu la prima ad essere suddivisa, più adeguatamente, in dieci volumi. Una successiva edizione di dieci volumi venne curata con un rinnovato collazionamento tra il testo stampato dell’edizione precedente e quello del manoscritto originale di Maria Valtorta, i cui quaderni nel frattempo erano venuti in possesso del Centro Editoriale Valtortiano.

I quaderni non sono uguali tra loro se non a gruppi; talvolta sono frammisti ad esemplari completamente diversi, tra i quali figura perfino un registro da computisteria (n. 92). Non di rado le pagine dei quaderni sono integrate da fogli piegati a quinterno e inseriti con cuciture. Sono tutti segni delle difficoltà in tempo di guerra e sfollamento, che rendevano problematico anche il rifornirsi di quaderni.
Il totale delle facciate manoscritte, computato con esattezza anche per rettificare gli errori della mano che numerò le pagine, comprova, se è rapportato al periodo di tempo impiegato a vergarle, che si tratta di una stesura fatta di getto, senza pause per riflettere, per rileggere o correggere.
Il contenuto dei quaderni catalogati corrisponde sia al contenuto dell’opera maggiore, costituita dai dieci volumi stampati de L’Evangelo come mi è stato rivelato, sia al contenuto dei singoli volumi stampati delle seguenti opere minori: I quaderni del 1943, I quaderni del 1944, I quaderni del 1945-1950, Libro di Azaria, Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani.

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Il Centro Editoriale Valtortiano (CEV), divenuto proprietario dei quaderni autografi per disposizione testamentaria, ha conferito la proprietà degli stessi alla “Fondazione Maria Valtorta Cev – onlus”, costituita nell’anno 2010 dallo stesso CEV e dai coniugi Emilio Pisani e Claudia Vecchiarelli, editori e curatori storici delle opere di Maria Valtorta.
La Fondazione, che custodisce i quaderni con la massima cura, ha voluto anche preservarli dall’usura del tempo riproducendo le loro pagine con la tecnica della digitalizzazione, intesa a creare il più sicuro archivio elettronico accanto all’archivio cartaceo. Il presente catalogo è una memoria illustrativa che fa da supporto alla duplice conservazione, sempre soggetta ad imprevedibili deterioramenti, dei quaderni autografi di Maria Valtorta.

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L’EVANGELO COME MI È  STATO RIVELATO

L’opera principale, tra gli scritti di Maria Valtorta, è pubblicata in dieci volumi sotto il titolo: L’Evangelo come mi è stato rivelato.
Narra la nascita e l’infanzia della Vergine Maria e del figlio suo Gesù (scritte, in gran parte, durante lo sfollamento da Viareggio), i tre anni della vita pubblica di Gesù (che costituiscono il grosso dell’opera), la sua passione, morte, resurrezione e ascensione, i primordi della Chiesa e l’assunzione di Maria.
Letterariamente elevata, l’opera descrive paesaggi, ambienti, persone, eventi, con la vivezza di una rappresentazione; delinea caratteri e situazioni con abilità introspettiva; espone gioie e drammi con il sentimento di chi vi partecipa realmente; informa su caratteristiche ambientali, usanze, riti, culture, con particolari ineccepibili. Attraverso l’avvincente racconto della vita terrena del Redentore, ricca di discorsi e di dialoghi, illustra tutta la dottrina del cristianesimo conforme all’ortodossia cattolica.

Maria Valtorta stese quest’opera dal 1944 al 1947. Alcuni degli ultimi episodi sono del 1951.
Non sempre procedeva secondo l’ordine narrativo. A volte, per contingenti esigenze spirituali, doveva scrivere uno o più episodi fuori dalla trama, e in seguito Gesù stesso le indicava dove andavano inseriti. Nonostante la sporadica discontinuità nella stesura e nonostante l’assoluta mancanza di schemi preparatori, sia scritti che mentali, l’opera ha una struttura perfettamente organica dall’inizio alla fine.
Per giunta, Maria Valtorta la intercalava con pagine di vari argomenti, cominciate a scrivere nel 1943 (appena ultimata l’Autobiografia) e proseguite negli anni successivi fino al 1950. Esse hanno dato corpo alle opere minori, che sono pubblicate in cinque volumi, oltre a quello dell’Autobiografia. Tre volumi – intitolati rispettivamente I quaderni del 1943, I quaderni del 1944 e I quaderni del 1945-1950 – raccolgono una miscellanea di scritti su temi ascetici, biblici, dottrinali, di cronaca autobiografica, nonché descrizioni di scene evangeliche e di martirio dei primi cristiani. Un volume, intitolato Libro di Azaria, offre commenti ai testi (esclusi quelli del Vangelo) del messale festivo. L’ultimo volume è quello delle Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani.
Altri scritti sparsi, rimasti inediti per lunghi anni, sono stati raccolti e pubblicati sotto il titolo Quadernetti. È stato anche pubblicato l’epistolario con le Lettere a Mons. Carinci, le Lettere a padre Migliorini e Le Lettere a madre Teresa Maria (voll. 1 e 2).

Attestati di santi, teologi e personalità varie

« Ciò che costituisce il traguardo per gli altri, per così dire, è, al contrario, il punto di partenza per l’ascesi di Maria Valtorta.”

Professor Fabrizio Braccini

« Ho studiato, insegnato, predicato, e scritto di Mariologia già per mezzo secolo. Per fare questo, ho dovuto leggere innumerevoli opere e lavori di ogni genere su Maria: una vera e propria biblioteca Mariana.”

Padre Gabriele Roschini

« Un libro di grande formato, composto in circostanze eccezionali e in un tempo relativamente molto breve: questo è un aspetto del fenomeno Valtorta. »

Il Beato Gabriele M. Allegra
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