I Quaderni

La buona volontà di amare il Signore!
È stato il filo d’oro che ha brillato in tutte le mie azioni e le ha convogliate, dirette, impedite di straripare in sentieri dove il mio impulso, la mia ardenza di vita, avrebbero potuto portarle.
Anche nel crepuscolo delle ore peggiori, in cui ero proprio una creatura di carne e sangue, ecco che il filo d’oro brillava e mi ricordava Dio e lo sguardo si alzava dalla Terra al Cielo.
Uno sguardo sulle prime breve, poi sempre più lungo, finché si è allacciato per sempre, e l’assolo del divino Amore che mi diceva: ‘Vieni a Me!’ si è mutato in duetto in cui io pure ho detto: ‘Vieni! Vieni nel dolore, vieni sempre, con tutto, ma vieni, vieni, vieni, mio solo Amore’.
E per raccorciare l’attesa e la distanza, seguendo, ora, il filo d’oro, correndo lungo di esso, mentre prima lo guardavo soltanto, sono andata, andata, senza chiedere, senza neppur pensare di poter giungere al mio stato di ora, ma solo perché volevo sempre più amare.

Maria Valtorta il 23 febbraio 1946

Come nascono i Quaderni

Nel 1942 Maria Valtorta, inferma già da otto anni e alla ricerca di un direttore spirituale, riceve la visita di Padre Migliorini, un pio sacerdote Servita, che diventa il suo confessore e le chiede, l’anno seguente, di scrivere le sue memorie. Stando semiseduta nel letto, con il quaderno sulla coltre sollevata dalle gambe inarcate, Maria scrive con penna stilografica riempiendo di getto 761 pagine, dopo aver dichiarato al padre spirituale di voler mettere a nudo la propria coscienza nel dire tutto il bene e tutto il male. Si sente come liberata del passato. Non deve fare altro che attendere la morte, essendosi offerta totalmente a Dio per il bene delle anime, e invece l’Autobiografia, scritta nella primavera del 1943, è soltanto la prima delle sue opere.

Il 23 aprile dello stesso anno, venerdì santo, una Voce già nota al suo spirito detta a Maria una pagina di sapienza divina.

Lei si confida con la fedele Marta e le chiede di andare a chiamare Padre Migliorini, che non si fa attendere. Dopo il confidente e riservato colloquio con la sua assistita, egli comincia a rifornirla di quaderni. Maria Valtorta trasforma l’infermità cronica in una operosità prodigiosa. Scrive senza mai potersi muovere dal letto, in qualsiasi ora del giorno o della notte, anche fra atroci sofferenze ma sempre addolcite dalla sovrumana gioia spirituale.

Al centro della sua produzione letteraria è la grande opera scritta dal 1944 al 1947 e completata con gli ultimi episodi nel 1951. È pubblicata in dieci volumi con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato. La scrivente ne intercalava i capitoli con vari scritti che hanno formato, con quelli del 1943, le opere considerate minori, pubblicate in cinque volumi. Libro di Azaria è il libro delle lezioni, attribuite all’angelo Azaria, sulle letture (escluso il Vangelo) delle Messe domenicali e festive celebrate dal 24 febbraio 1946 al 2 febbraio 1947. Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani sono 48 lezioni su brani dell’Epistola paolina, attribuite allo Spirito Santo e scritte in vari mesi degli anni 1948 e 1950.

Quaderni, infine, è il titolo generico di tre volumi che raccolgono in ordine cronologico – I quaderni del 1943 il primo, I quaderni del 1944 il secondo, I quaderni del 1945-1950 il terzo – tutti i restanti scritti, che sono di natura biblica, agiografica, profetica, ascetica, anche con riferimenti autobiografici, insieme con altre descrizioni evangeliche e di scene dei primi martiri cristiani. Il volume terzo dei Quaderni termina con un commento ad alcuni passi dei primi quattro capitoli del libro dell’Apocalisse. Tutti e tre i volumi sono corredati di un indice-sommario, di un indice tematico e di un indice biblico.

A partire dall’anno 1944, gli scritti riportati nei volumi secondo e terzo dei Quaderni si incrociano spesso con quelli delle parti o dei capitoli, sempre preceduti dalla data di stesura, di altre opere di Maria Valtorta. L’editore-curatore ha segnalato, nei suddetti volumi dei Quaderni, le date non riportate ed a quali parti o capitoli di opere esse si riferiscono. Pertanto i volumi dei Quaderni registrano la produzione letteraria giornaliera di Maria Valtorta.

  • I quaderni del 1943 – 704 pagine in formato 14,5 x 21 cm.
  • I quaderni del 1944 – 704 pagine in formato 14,5 x 21 cm.
  • I quaderni del 1945-1950 – 640 pagine in formato 14,5 x 21 cm.

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