Testimonianze

La testimonianza di San Pio da Pietrelcina

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Le scrivo soprattutto per raccontarle quanto segue:
una figlia spirituale di Padre Pio, della prima ora, signora Elisa Lucchi, detta Malvina, di Forlì, un anno prima della morte di Padre Pio, nella confessione gli chiese:
– Padre, ho udito parlare dei libri di Maria Valtorta. Mi consigliate di leggerli?
Risposta del Padre:
– Non te lo consiglio, ma te lo ordino!

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(Estratto di una lettera del 1972 inviata a Emilio Pisani, Presidente della Fondazione Erede di Maria Valtorta. Era firmata da Nonna Susanna, redattrice di una rubrica sulla rivista “Vita Femminile”, che aveva pubblicato alcuni capitoli dell’Opera principale di Maria Valtorta.)


«Pregiatissimo signor Direttore.

Domani subito spedisco i numeri di “Vita” sui quali sono stati riportati capitoli del “Il Poema dell’Uomo-Dio” di Maria Valtorta. Sappia che a pregarmi di leggere quei volumi e a riportarne capitoli su “Vita Femminile” fu il rev. P. Pio, qualche mese prima di andare in Paradiso.

Lui amava molto “Vita” e sovente mi mandava a dire ciò che desiderava si pubblicasse. La volle sempre all’ospedale Sollievo della Sofferenza, dove settimanalmente ne vanno 900 copie. Io feci osservare al buon Padre che col mio lavoro non sarei riuscita a leggere i 10 volumi e lui sorridendo rispose: “Li leggerà e mi ascolterà”.

Mancato il rev. P. Pio, era l’unico dispiacere di non averlo accontentato in questo e ne scrissi al rev. P. Avidano, dicendo il desiderio del buon P. Pio di vedere entrare nelle famiglie quei volumi, e siccome il rev. P. Avidano li aveva letti e conosciuti ne ordinai da mandare in premio ai nostri associati. Il rev. P. Avidano mi mandò a regalare il 1° volume, poi venne a Bologna in settembre, e mi portò il 9° volume dicendomi che lui faceva su la meditazione e piangeva.

[…]

Ho scritto questo perché Lei sappia che dalla propaganda fatta ai volumi della Maria Valtorta il merito va al rev. Padre Pio da Pietrelcina e al rev. padre Avidano.»

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La testimonianza di Santa Teresa di Calcutta

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Padre Leo Maasburg, direttore nazionale delle Opere Pontificie Missionarie in Austria, è stato un collaboratore stretto di Madre Teresa di Calcutta.
Secondo la sua testimonianza Madre Teresa ha sempre viaggiato portando con sé tre libri: la Sacra Bibbia, il suo breviario, e un terzo libro.
Quando Padre Leo le ha chiesto circa il terzo libro, lei rispose che si trattava di un libro di Maria Valtorta.

Alle sue domande sul suo contenuto, Madre Teresa gli disse: “leggilo”, e ripeteva semplicemente questo.

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La testimonianza del Beato Gabriele Allegra

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30 Luglio 1965: Non credo che un genio possa completare così la narrazione evangelica: digitus Dei hic est! (Qui vi è il dito di Dio!).
Io sento in questo libro il Vangelo, o meglio il profumo inebriante del Vangelo.

29 agosto 1965: Ti assicuro che quest’opera avvicina al Signore e ci stimola fortemente a meditare il Vangelo.

9-10 Aprile 1968: Il Poema dell’Uomo-Dio di Maria Valtorta è stato pubblicato come un romanzo, e spero che a tal titolo continui a ristamparsi e spesso nell’avvenire, ma non è un romanzo.

13 aprile 1968: Non mi posso per niente convincere che esse siano una semplice meditazione di una pia cristiana, no, quest’anima ha visto e ha sentito! Digitus Dei est hic! (Qui vi è il dito di Dio!).

30-31 luglio 1968: Illuminami, Signore, perché io voglio passare quel poco di vita che mi resta a conoscerti sempre di più.
Illuminami, perché il tuo Servo si vuole presentare al suo Re ornato di luce.

25-26 agosto 1968: Il Poema dell’Uomo-Dio mi impressiona sempre più dal punto di vista letterario, esegetico, teologico. Chi legge quest’opera […] respira finalmente l’atmosfera del Vangelo, e quasi quasi diventa uno della folla che seguiva il Maestro.

Non so ancora spiegarmi, e forse non lo saprò mai, come mai il Signore abbia mostrato la sua vita terrestre a un’anima del secolo XX, ma io credo all’Amor che tutto può. E penso pure che questo Amore Onnipotente non abbia chiesto un tale sacrifizio a una povera ammalata per lei sola, ma che lo abbia fatto per tutti i fedeli, almeno per quelli che credono ai carismi diffusi dallo Spirito, teste di Gesù, nella sua Chiesa.

(Emilio Pisani, Pro e contro Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano)

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La testimonianza della Beata Madre María Inés-Teresa Arias

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[Copia della lettera originale di Madre María Inés-Teresa Arias, dall’archivio della Fondazione Erede di Maria Valtorta]

«Roma, 22 maggio 1978.

Gentilissimo Signor Pisani: La ringrazio molto vivamente per il prezioso omaggio fattoci da Lei: I Quaderni del 1943 e Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani ambe due della scrittrice Maria Valtorta.

Io sono molto affezionata alla lettura dell’opera “Il Poema dell’Uomo-Dio”, [“L’Evangelo come mi è stato rivelato”]. Veramente è diventata una delle fonti di lettura spirituale più bella.

Per questo mi auguro che gli scritti suddetti siano oltre che belli interessanti. Grazie di nuovo signore Pisani per il suo prezioso regalo, che ho già cominciato a leggere. Io si solito lavoro fino all’una o le due del mattino e poi, prima di addormentarmi faccio la mia meditazione nella quiete della notte e mi godo i miei libri. Tanti cari saluti a Lei e a la signora, e sto in attesa del giorno in cui come mi avete promesso possiate accettare il mio invito a pranzare da noi.

Ossequi,

María Inés-Teresa Arias,
Missionaria Clarissa.
Superiora Generale.»

Così la Beata Madre María Inés-Teresa Arias scriveva in una lettera indirizzata all’editore Emilio Pisani, oggi presidente della Fondazione Erede di Maria Valtorta.

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La Beata Madre María Inés-Teresa Arias, fondatrice delle Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento, non è stata soltanto una lettrice dell’Opera di Maria Valtorta, ma anche una propagatrice. Ce lo attesta una lettera giunta vent’anni dopo la sua morte da parte di una consorella che ha collaborato con la Beata Madre María Inés-Teresa Arias nelle missioni di tutto il mondo:

«Quando cominciò ad uscire [l’edizione dell’Opera in lingua spagnola] io, per incarico della Nostra Reverenda Madre, feci tutte le ordinazioni per fornire le 35 case sparse per il mondo che fino ad allora aveva fondato Nostra Madre, perché a lei piaceva molto, e inoltre regalò a Vescovi, Sacerdoti e persone la collana dei volumi in spagnolo e italiano».

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La testimonianza di Mons. Maurizio Raffa

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Tra le illustri personalità che firmarono una petizione a favore dell’Opera di Maria Valtorta, affinché papa Pio XII sboccasse il veto del S. Uffizio che ne impediva la pubblicazione, c’è quella di Mons. Maurizio Raffa che era Direttore del Centro Internazionale di Comparazione e Sintesi a Roma, un progetto culturale aperto ai più noti rappresentanti di ogni ramo del sapere che aveva per obiettivo di convergere verso l’unità delle scienze.

Questo il suo attestato:

«Sono ben lieto di dichiarare che, a suo tempo, ho letto molti brani dell’Opera ‘Parole di Vita Eterna’, ponendo particolare attenzione ai numerosi discorsi attribuiti à Gesù, e vi ho trovato ricchezze incomparabili.

Tutti i personaggi ritratti in queste pagine vivono le loro caratteristiche inconfondibili.

Volendo esprimere un giudizio sul valore intrinseco ed estetico, osservo che, per scrivere uno solo fra i molti volumi componenti l’Opera, occorrerebbe un Autore (che oggi non esiste) che fosse insieme grande poeta, valente biblista, profondo teologo, esperto in archeologia e topografia, e conoscitore profondo della psicologia umana.
Mi consta inoltre che la lettura del testo esercita particolare fascino e desta viva commozione non solo presso le persone dotte ma anche nelle anime semplici, che non conoscono la scienza ma posseggono la sapienza.
Ritengo che l’Opera, autorevolmente riveduta e opportunamente presentata, potrebbe fare molto bene alle anime sitibonde di bontà e di luce».

(Mons. Maurizio Raffa – Roma gennaio 1952)

Nel 2009 Mons. Maurizio Raffa è stato insignito del titolo di ‘Giusto tra le nazioni’, un’onorificenza istituita dallo Stato d’Israele per onorare tutte quelle persone che misero a rischio la propria vita per salvare persone di etnia ebraica dall’Olocausto.

Chi salva una vita salva il mondo intero”, recitata il Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo. Mons. Raffa durante la terribile occupazione di Roma salvò, ospitandola in casa, la famiglia Di Castro, proveniente dal Ghetto della capitale e destinata ad essere deportata nei campi di sterminio della Germania nazista.

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