Quanto occorre fare per la conservazione dei manoscritti autografi di Maria Valtorta

Appello di tre importanti studiosi italiani dell’Opera di Maria Valtorta:

Liberato De Caro, Ricercatore all’Istituto di Cristallografia del CNR di Bari;

Emilio Matricciani, Docente del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano;

Fernando La Greca, Ricercatore di Storia Greco Romana presso l’Università degli Studi di Salerno,

Due sono i processi principali responsabili dell’invecchiamento della carta:

  1. l’idrolisi indotta dalla presenza di acqua e acidi;
  2. i processi ossidativi innescati da diversi fattori come ioni metallici, contaminanti dell’aria o, semplicemente, la presenza di aria per lunghi periodi di tempo.

Entrambi i processi fanno aumentare carbonili e gruppi carbossilici, che causano un ingiallimento progressivo della carta. Tuttavia, l’invecchiamento è anche influenzato da fattori endogeni, legati alla composizione della carta stessa. L’origine del materiale cellulosico, il processo di fabbricazione della carta, le procedure e, in particolare, gli additivi usati per fabbricarla, giocano un ruolo cruciale in questo senso. I quaderni di copisteria, dovendo avere un uso molto limitato nel tempo, di solito sono realizzati con materiale cellulosico meno resistente di quello dei libri. Pertanto, l’idonea conservazione è un prerequisito indispensabile per preservare nel tempo un manoscritto, in particolare se realizzato su dei semplici quaderni. Anche l’inchiostro diventa sempre meno visible con il trascorrere del tempo, aumentando la difficoltà di lettura dei testi originali. Per i manoscritti autografi di Maria Valtorta tutte le precedenti problematiche coesistono.

In un eventuale processo di beatificazione gli organi ecclesiastici, delegati allo scopo, sono chiamati anche a verificare che non ci siano errori dottrinali negli scritti lasciati dalla persona di cui si vorrebbe verificare la santità di vita. L’analisi viene eseguita sui manoscritti originali, non su trascrizioni e collazioni degli stessi già fatte in passato. Pertanto, è necessario e urgente (a quasi 70 anni dalla loro stesura) conservare e preservare i manoscritti originali di Maria Valtorta nelle condizioni più idonee possibili.

Poiché buona parte dei processi di degrado della cellulosa, che compone la carta, avvengono a temperatura ambiente per la presenza di ossigeno e vapore acqueo, l’unica soluzione adatta per limitare il degrado dei manoscritti originali di Maria Valtorta è di conservarli in un armadio ad atmosfera controllata, con azoto, senza ossigeno e senza umidità.

Per i suddetti motivi, suggeriamo alla Fondazione Maria Valtorta CEV, presieduta dal Dott. Emilio Pisani − che ha in eredità i manoscritti originali di Maria Valtorta e ha la responsabilità e la volontà di conservarli al meglio − di attivare una raccolta straordinaria di fondi per studiare e attuare un idoneo progetto atto a conservare i quaderni originali (più di 13000 pagine) e le numerose lettere — una produzione letteraria straordinaria e unica nella storia della cristianità — in un opportuno armadio ad atmosfera controllata. Invitiamo, altresì, tutti quelli che hanno a cuore la causa valtortiana di contribuire generosamente a tale raccolta di fondi affinché il progetto si possa realizzare al più presto.

15 Giugno 2019