Ciò che sorprende maggiormente di Maria Valtorta, non sono le sue conoscenze in uno, o due campi scientifici quanto, piuttosto, la conoscenza rara e specializzata in campi così diversi l’uno dall’altro: dalla storia alla geografia, dalla medicina alla botanica, dall’archeologia alla geologia, dall’astronomia alla teologia, ecc…

La storia ci consegna delle menti polivalenti ed enciclopediche, ma le loro conoscenze sono piuttosto generiche. Con Maria Valtorta abbiamo a che fare con più specialisti racchiusi in una sola persona.

Cosa fa di Maria Valtorta una persona così eccezionale o, piuttosto così “stra-ordinaria” ?

Otto ragioni che rendono la cultura di Maria Valtorta “sorprendente”.
  1. Costretta a letto da un handicap, non disponeva di biblioteche fornite che potessero offrirle tali conoscenze, né in casa, né nelle vicinanze, né tantomeno a Viareggio da dove scriveva.
  2. Nessun indizio ci può far pensare che abbia potuto accumulare tali conoscenze – da utilizzare sotto forma di note – prima di essere costretta a letto. Alquanto improbabile anche in virtù della mole di informazioni: solo per i campi scientifici, Jean-François Lavère ha recensito oltre 12.000 dati, e tratti unicamente da L’Evangelo come mi è stato rivelato.
  3. Non utilizza queste conoscenze specializzate per ostentare il suo sapere. Solo il lettore attento ne può valutare la pertinenza che invece sfugge in una semplice lettura. Si pone quindi all’opposto delle menti enciclopediche che evidenziano il proprio sapere in ogni pagina. Maria Valtorta non era propensa alla celebrità personale: desiderava restare totalmente sconosciuta al mondo, almeno fino alla sua morte.
    La Valtorta offre delle risorse rarissime, pertinenti, ma «di contorno». Se la sua opera fosse stata opera umana, avrebbe potuto evitare di manifestarle senza creare danno al racconto. Ma le sue conoscenze appropriate e discrete – quando ne fa uso – avvallorano generalmente la veridicità del contesto. Sono un sigillo di autentificazione.
  4. Non vi erano, nel suo entourage, specialisti a cui rivolgersi per interrogarli o dai quali farsi guidare, neanche a distanza. Solamente dopo aver completato la stesura dei manoscritti e dopo aver consegnato il tutto, solo in quel momento, si può pensare che qualche specialista sia intervenuto.
  5. L’opera è stata scritta in un lasso di tempo relativamente breve ed in circostanze particolari (invalidità, guerra, …). Tali condizioni impediscono il ricorso a verifiche materiali.
  6. I suoi numerosi manoscritti originali (quaderni scolastici per lo più), così come la testimonianza delle persone vicine, sono privi di correzioni e redatti in un’unica stesura. Se Maria Valtorta torna sul suo manoscritto quando il padre Migliorini glielo riconsegna per la rilettura delle copie dattiloscritte, non lo fa che per precisare meglio, con delle note a pie’ di pagina, una parola ambigua o per lasciare un commento esegetico o teologico inequivocabile.[1]Note estratte da L’Evangelo di Maria Valtorta, parte terza: “Note di Maria Valtorta”, pp. 99 e seg.
  7. Gli specialisti che hanno analizzato le sue opere sono unanimi nel riconoscere le sue competenze nei campi più svariati. Conoscenze che questi stessi specialisti ritengono degne del proprio livello.[2]Si veda Pro e contro Maria Valtorta. Gli attestati del 1952 e una petizione a Pio XII, pp. 65-93, ai quali sono stati aggiunti in seguito altri attestati del Beato p. Allegra (biblista), del p. Roschini (fondatore della Facoltà Teologica “Marianum”), del p. François-Paul Dreyfus (ricercatore presso la Scuola biblica e archeologica francese di Gerusalemme), di Vittorio Tredici (presidente dell’Associazione Mineraria Nazionale)
Quattro ragioni che fanno della sua cultura cosa “stra-ordinaria”.

Le conoscenze possono essere considerate realmente eccezionali non appena queste sono attestate da fonti credibili e non appena corrispondono ad una o più delle seguenti caratteristiche:

  1. L’informazione era sconosciuta quando Maria Valtorta era in vita. È il caso, per esempio, di certi luoghi che ella descrive, ma che sono stati scoperti o semplicemente esplorati dopo la sua morte.
  2. L’informazione è da specialista, cioè non è disponibile nelle pubblicazioni in uso oppure di divulgazione (atlanti, dizionari, manuali, ecc…). Presuppongono quindi conoscenze dei domini scientifici ai quali ha avuto accessoautonomamente.
  3. L’informazione risulta introvabile senza un processo di documentazione accurata, se non addirittura con l’aiuto di un esperto. Ciò che internet ci consente di verificare oggi, non era assolutamente accessibile all’epoca in cui Maria Valtorta era in vita.
  4. L’informazione è poco accettata. In questi casi, Maria Valtorta non sceglie l’opinione dominante, largamente diffusa, ma opta per un’opinione minoritaria. In questo modo mostra non soltantodi possedere conoscenze specializzate, ma anche di padroneggiare le teorie dibattute nei diversi campi in cui eccelle.
Una scienza che si scopre solamente con la costanza e la pazienza.

Oggi possiamo disporre fondamentalmente di un’unica immensa biblioteca: internet. Abbiamo accesso ad una notevole mole di informazioni attraverso motori di ricerca potenti o specializzati; disponiamo di software di traduzioni. Dunque con l’accesso facilitato alle biblioteche e le riceche semplificate, troviamo rapidamente la risposta da specialista ai nostri quesiti e non vi sono problemi di comprensione linguistica. Non era il caso dell’epoca di Maria Valtorta.

Se tante delle conoscenze incluse nell’opera della Valtorta non sono ancora oggi identificate e chiarite per mancanza di tempo e di mezzi, altre si sono dimostrate per un lungo periodo di difficile identificazione e comprensione. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che Maria Valtorta scrivesse ciò che vedeva e sentiva, soprattutto. Utilizzava dunque una trascrizione fonetica per quei termini che non conosceva e quella trascrizione risultava sconosciuta ai motori di ricerca. Facciamo un esempio: Bel Midrach = Beith Midrach, oppure Bethsur = Bethsour, ecc…

Per quanto riguarda altri accertamenti, è stato necessario procedere intuitivamente. È il caso di alcuni luoghi localizzati grazie alla deduzione omofonica, oppure seguendo sulle mappe le descrizioni di Maria Valtorta. Lo stesso discorso vale i nomi di alcuni personaggi.

Tutte queste ricerche scaturiscono dalle annotazioni dei lettori, oppure dai lavori dei ricercatori scientifici o universitari. Il “Laboratorium Valtorta” né è una vetrina.

Notes   [ + ]

1. Note estratte da L’Evangelo di Maria Valtorta, parte terza: “Note di Maria Valtorta”, pp. 99 e seg.
2. Si veda Pro e contro Maria Valtorta. Gli attestati del 1952 e una petizione a Pio XII, pp. 65-93, ai quali sono stati aggiunti in seguito altri attestati del Beato p. Allegra (biblista), del p. Roschini (fondatore della Facoltà Teologica “Marianum”), del p. François-Paul Dreyfus (ricercatore presso la Scuola biblica e archeologica francese di Gerusalemme), di Vittorio Tredici (presidente dell’Associazione Mineraria Nazionale)